Pretendere, come diritto di entrambi i genitori, la ripartizione al 50% dell’Assegno unico universale (Decreto legislativo n. 230/2021).
L’Auu è un pubblico sostegno alla genitorialità, che, in presenza della fine della convivenza, va ripartito direttamente tra i due genitori al 50%. Con sempre maggiore frequenza, però, il giudice concede, senza alcuna obiettiva ragione, l’intero importo al genitore collocatario, anche quando si è in presenza di un eccessivo e sproporzionato assegno di mantenimento per i figli.
Il legale deve tutelare il proprio assistito e combattere questa prassi del giudice, che potrebbe essere anche illegale.
Rispettando le entrate reali dei due genitori, i contributi pubblici e privati, l’Auu, la casa familiare e, pretendendo la possibile indagine della Guardia di Finanza, il mantenimento dei figli non graverebbe sul solo genitore non collocatario, la cui determinazione avrebbe un risvolto molto diverso per ciascun genitore, considerato come persona, e il non collocatario non sarebbe più un semplice e abituale bancomat.
Il giudice, nel determinare il mantenimento dei figli, anche se con funzione perequativa, invece di impoverire ulteriormente il genitore estromesso dai figli, dovrebbe considerare che il mantenimento spetta ad ambedue i genitori, compreso quello collocatario.
Quando non esiste questa doverosa sensibilità, il difensore del genitore reso più debole dai provvedimenti del giudice deve far prevalere, con energia, il diritto genitoriale, denunciando il mancato rispetto di tutti i diritti genitoriali nei provvedimenti emessi dal giudice.